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Dove sta la crisi socio-economica ? April 6, 2012

Posted by micgriffa in Italy - Italia, Italy's Socio-Economy - Socioeconomia del Paese Italia, News - Attualità.
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Interessante articolo di Daniele Martini su Il Fatto Quotidiano del 6 aprile 2012, a pagina 10, sulla partecipazione dell’Italia al programma per la compera di una flotta di fighter jets (F35),

ilfatto20120406Page10

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An example of generation gap data November 16, 2011

Posted by micgriffa in Generation Gap.
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http://www.theatlanticwire.com/national/2011/11/wealth-gap-between-older-and-younger-adults-gets-even-bigger/44617/

2012: Financial Armageddon November 15, 2011

Posted by micgriffa in Debt crises.
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http://www.cadoinpiedi.it/2011/11/14/2012_armageddon_finanziario.html#anchor

Alcuni dei problemi del sistema pensionistico italiano October 9, 2011

Posted by micgriffa in Pensioni - Retirement system.
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Due interessanti illustrazioni dei problemi che affliggono il sistema pensionistico italiano:

 

Bilancio dell’INPS – Primi 8 mesi del 2011 October 9, 2011

Posted by micgriffa in Italy's Socio-Economy - Socioeconomia del Paese Italia, Pensioni - Retirement system.
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http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/02/Pensioni_Salvate_dai_Precari_co_9_111002009.shtml

L’anti-correlazione all’italiana October 2, 2011

Posted by micgriffa in Le vergogne dell'Italia - Italy's shames.
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Anti-correlazione tra stipendi dei consiglieri regionali italiani e lo stato socio-economico delle rispettive regioni:

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002573.html

“Crisi dei debiti, la Cina detta le condizioni” September 15, 2011

Posted by micgriffa in Italy's Socio-Economy - Socioeconomia del Paese Italia, News - Attualità.
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“Crisi del debito, la Cina detta le condizioni” di Matteo Cavallitto, dal sito Web de Il Fatto Quotidiano.

Terremoto in Abruzzo Aprile 2009: un po’ di informazione April 19, 2009

Posted by micgriffa in News - Attualità.
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Ecco qui una raccolta di interessanti links ad articoli e posts su blogs vari in merito al recente terremoto in Abruzzo.

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/04/17/terremoti-scienza-e-dita-incrociate/

Interessante post di Marco Cattaneo, fisico e giornalista scientifico di Le Scienze. Moltissimi i commenti e le risposte al suo post interessanti. Per chi vuole mettere un po’ di ordine nel “mare” di discussioni su previdibilità di tale sisma, responsabilità, mala-gestione, etc. …

http://www.dol.unina.it:8445/Mediateca/Evento/player.jsp?idevento=145061

Da uno dei commenti al post di Marco Cattaneo di cui sopra, viene suggerito questa videoripresa di un breve seminario sulla prevedibilità dei terremoti, tenutosi a Napoli lo scorso 16 aprile 2009. Molto interessante perché fisici, geofisici, geologi discutono delle tecniche tradizionali e di quelle rese famose di recente (le misure di attività radioattiva associata a Radon emesso dalla superficie terrestre in presenza di atività sismica). Se volete qualche ascoltare una discussione scientifica tenuta in linguaggio non tecnico, questo video fa per voi.

http://magazine.quotidianonet.ilsole24ore.com/ecquo/farruggia/2009/04/11/un-fisico-russo-prevedere-le-scosse-e-possibile-ma-i-sismologi-non-collaborano/

Le ricerche sulla correlazione tra rilascio di Radon dalla superficie terrestre in presenza di attività sismica non sono poi così nuove in Gofisica. Forse sentirete i sismologi dire che sono per nulla risolutive mentre altri scienziati che lavorano in altri settori della Geofisica affermano che sono utili. In ogni caso, è utile conoscere che queste misure e il loro uso in campo sismologico non sono l’invezione di un tecnico di un Istituto di Ricerca italiano con sede in Abruzzo, ma sono dibattute da anni e attualmente oggetto di ricerche in diverse parti del mondo.

Cossiga e la democrazia dei nostri Governanti, ieri e oggi October 24, 2008

Posted by micgriffa in Le vergogne dell'Italia - Italy's shames.
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Leggo oggi l’intervista a Francesco Cossiga, senatore a vita, ex Presidente della Repubblica, Ministro degli Interni negli anni dell’ “omicio di Stato” Moro.

Intervista rilasciata a QuotidianoNet, realizzata dal giornalista Andrea Cangini.

Il testo dell’intervista è disponibile presso il sito Web del Governo dedicato alla rassegna stampa, a questo URL.

Nell’intervista, Cossiga parla da uomo libero, dice cosa pensa, candidamente. Da ottagenuario che non ha più alcunché da perdere o da rimetterci. Che non deve più sottostare alle regole del “buon viso a cattivo gioco”.

Viene intervistato in merito alle affermazioni di Berlusconi di far ricorso alle forze di polizie per bloccare le manifestazioni in corso da parte di maestri, professori di scuole medie inferiori/superiori e delle Università, giovani studenti. Manifestazioni di protesta contro la riforma Gelmini-Tremonti della Scuola e dell’Università. Riforma solo di bilancio. Cioé, tagli di personale e risorse di base all’Istruzione e alla Ricerca scientifica fatta in Università pubbliche.

Lascio a voi leggere la sua dichiarazione.

Bisognerebbe ringraziare Cossiga per averci espresso la sua schietta opinione e per averci rivelato ciò che lui fece negli anni ‘970 in merito alle “gestione” delle manifestazioni studentesche. Una importante dichiarazione di valore storico. Se qualche cittadino aveva ancora qualche dubbio in merito alla democraticità dei nostri rappresentanti al Governo e al Parlamento, ora dovrebbe averne di meno.

Ogni cittadino dovrebbe però anche richiedere la sospensione della pensione e dell’insieme di privilegi che il sig. Cossiga ha ereditato come ex Ministro, ex Presidente della Repubblica, e attuale Senatore a vita.

Solo un italiano masochista accetterebbe di continuare a pagare una lauta pensione e molti privilegi lussuosi a un amministratore pubblico che conferma di aver usato le forze dell’ordine nel passato per fomentare violenza all’interno delle manifestazioni, picchiare i manifestanti e reprimere le manifestazioni stesse.

Lavoratori Alitalia e storia moderna d’Italia September 30, 2008

Posted by micgriffa in Italy's Socio-Economy - Socioeconomia del Paese Italia.
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Mi ha particolarmente impressionato, la scorsa settimana, sentire varie discussioni in merito alla vicenda Alitalia-CAI (Compagnia Aerea Italiana), soprattutto i commenti di molti giornalisti circa l’esultanza di molti comitati di lavoratori Alitalia, in protesta, al momento della notizia del ritiro della CAI dalle trattative, occorso nella settimana del 15 settembre 2008.

Nella puntata del 19 settembre 2008 di TV7 (trasmissione di approfondimento giornalistico/cronistico su Rai Uno), il direttore di Rai Uno, Riotta, commenta coi suoi ospiti (un sindacalista di CGIL coinvolto direttamente nelle trattative e vari esponenti del Governo in carica) in merito all’assurdità del gesto dei lavoratori in protesta dell’Alitalia. Esultare al ritiro dalle trattative dell’unico acquirente dell’Alitalia.

Nella settimana seguente, nella prima puntata di Anno Zero, giovedì 25 settembre 2008, su Rai Due, ho risentito molti discorsi in mertio all’irresponsabilità dei lavoratori, all’assurdità dell’esultanza nel momento in cui le trattavive vengono meno, etc. ….

Si sono proprio ammattatiti i lavoratori Alitalia ? Sono affetti da problemi psichiatrici particolari, in termini di autolesionismo e masochismo ? Oppure, sono i soliti lavoratori di un grosso carrozzone statale: non vogliono adeguarsi a condizioni di mercato e a ciò che tocca a tutti i dipendenti di aziende private ? Sono scansafatiche ? Sono veramente egoisti ? Non vogliono rendersi conto che Alitalia è fallita da circa 20 anni e che per ora sono stati fortunati ad aver avuto ancora un lavoro. Oppure è la solita lotta di categoria: nessuno vuole cedere un minimo quando si toccano i propri stipendi e i propri vantaggi. Sono forse “cechi”: non capiscono l’importanza dei sacrifici che vengono chiesti loro da Governo, CAI, sindacati, etc. … ?

Forse, qualcuna di questa domanda ha risposta affermativa.

Tuttavia, non ho sentito discutere questi giornalisti (Anno Zero a parte) in merito a qualche dettaglio tecnico circa l’operazione Alitalia-CAI, il piano Fenice, il piano industriale per la futura CAI, etc. ….

Non ho sentito alcuno ricordare che la CAI è composta da imprenditori che non meritano proprio tanta fiducia vista il loro Curriculum Vitae, come imprenditori.

A parte la trasmissione di Santoro, Anno Zero, e altri soliti (vedi i vari articoli su LaVoce.info da parte di economisti, prevalentemente professori universitari e ricercatori di area Bocconiana, vedi gli interventi di Marco Tavaglio nel suo spazio del lunedì “Passaparola“), questi giornalisti e persone coinvolte nella trattativa hanno mai citato dei dettagli importanti che potrebbero a contribuire a spiegare perché i lavoratori esultavano alla notizia del ritiro di CAI dalla trattativa.

Molti dei nomi degli imprenditori che fanno parte di CAI si ritrovano costantemente nei libri di storia industriale e finanziaria italiana recente (ultimi 20 anni) in merito a “liquidazioni” e “distruzioni” di aziende o addirittura interi distretti e sistemi industriali.

Alcuni esempi di questi libri, per chi di voi abbia la curiosità di andare a controllare:

Questi sono perlomeno i libri che io ho letto.

Tronchetti Provera, Collaninno, Ligresti, Benetton, e altri. I nomi e le storie di queste persone, che non sono imprenditori, compaiono sempre in questi libri. Fanno parte della storia e dell’attualità della realtà socio-economica italiana. E si sono tutti quanti distinti per aver

  • acquistato una grossa azienda, spesso di provenienza statale, averla spolpata fino all’osso, averci guadagnato tantissimo tramite meccanismi di insider trading e stock options, e averla lasciata alla rovina, vedi Telecom Italia;
  • essersi perfettamente integrati col sistema di favori alla casta politica per ottenere leggi a favore proprio, concessioni, facilitazioni, etc. ….
  • aver commesso vari tipi di reati, finanziari e non.

Sentendo poi, nella trasmissione Anno Zero sù citata, che due anni fa le stime dei beni materiali di Alitalia, fatte indipendentemente dallo Stato e dall’azienda, erano di circa 2 miliardi di Euro, mentre ora le stime sono di 300 milioni di Euro (ma quanti aeroplani ed edifici, infrastrutture, macchine, etc. … ha perso l’Alitalia in due anni ….. ? son spariti tutti, hanno smesso di funzionare tutti allo stesso momento …. ?), non può che venire qualche dubbio in mente.

Non è che il Governo sta svendendo i rimanenti brandelli di Alitalia a queso gruppo di “illiustri imprenditori” invece che seguire un normale e dignitoso processo ordinario di gestione controllata del fallimento (vedi la possibilità di vendere ad Air France-KLM lo scorso aprile, quando la procedura di gestione controllata non era ancora stat richiesta dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia) ?

E non è che i lavoratori di Alitalia finalmente hanno aperto gli occhi o semplicemente trovato il coraggio, in una situazione estrema, di opporsi all’ennesima mala gestione, dopo 20 anni di mala gestione in mano al sistema di scambi di favori entro il mondo della politica ? Non è che la loro esultazione deriva dalla loro consapevolezza e dai loro dubbi circa il fatto che in mani di CAI non avranno un futuro ? Perché CAI è semplicemente l’ennesimo scatolone vuoto. Anzi, il migliore che si sia mai visti negli ultimi 20 anni di storia industriale italiana: in questo c’é poprio tutto lo spettro di grandi liquidatori/pseudo-finanzieri/demolitori/caimani che hanno scritto le pagine più importanti del declino socio-economico, imprenditoriale, italiano.

Sarebbe stato utile avere cotanta opposizione, da parte dei lavoratori, anni fa, ogni qual volta un nuovo Governo poneva alla guida di Alitalia un nuovo amministratore delegato ancora più incopetente e farabutto dei pecedenti. Tuttavia, non si può pretendere che proteste alla stessa scala di quelle attuali emergano sempre, prima delle crisi.

Questa volta, però, mi sembra che i lavoratori di Alitalia abbiano studiato bene la storia della distruzione industriale italiana dgli ultimi venti anni. Il “capitalismo di rapina”, come titola uno dei libri sopra citati, l’hanno capito per bene. E le loro proteste suonano, per tutti noi, come un invito a conoscere un po’ di più questa parte di storia recente dell’Italia. Storia attuale in realtà. E molto vicina a tutti noi, alla nostra vita di ogni giorno. Soprattutto considerando che ai 100 Euro pro-capite che ogni cittadin italiano, anziano o bambino, dovrà sborsare per coprire i debiti di Alitalia scaricati sullo Stato, ci saranno anche le multe dell’Unione Europea. Si potrebbe però sempre uscire dall’Unione Europea …….. Tanto il Presidente del Consiglio ha dichiarato qualche settimana fa che il Paese è in ottima salute.